[News: 9 febbraio 10]

 

 GENNARO MAROTTA OSPITE TV


Doppio appuntamento per Marotta su Canale Italia e Antenna 3 NordEst.

Il Coordinatore Regionale dell' IDV Gennaro MAROTTA parteciperà questa settimana a due trasmissioni sulle emittenti televisive Canale Italia e Antenna 3 Nordest.

 

- Mercoledì 10 febbraio sarà ospite della trasmissione televisiva

"Notizie Oggi"in onda su Canale Italia alle ore 6:00 - mattina -

 

- Venerdì 12 febbraio sarà ospite della trasmissione televisiva

"Promesse & Fatti" in onda su Antenna 3 NordEst alle ore 20.45

 

Nuovi comunicati in Comunicati Stampa

On line la mozione delle Donne IDV per il congresso nazionale.

 

REGOLAMENTO per il congresso Nazionale in Documenti

Leggi il LIBRO BIANCO sull'attività del primo anno IV Gov. Berlusconi, elaborato dal Centro Studi FOLDER.

 

 

UNA GRANDE SFIDA DAVANTI A NOI

dal blog dell' On. Massimo Donadi


Sipario chiuso sul Primo Congresso Nazionale di IdV, porte aperte su un futuro che ci lancia una grande sfida. Il congresso ha segnato una svolta di straordinaria importanza, in cui mi riconosco pienamente.Intendiamoci, svolta non significa disconoscimento del passato. Italia dei Valori continuerà ad essere il partito intransigente e radicale sui valori della legalità che è stato fino ad oggi, partito di protesta di fronte allo scempio della libertà e del dettato costituzionale. Ma da oggi si assume una responsabilità nuova. Comincia a pensare ed agire anche come partito che si pone quale obiettivo strategico l’alternativa di Governo.Già per il semplice fatto di aver annunciato questa svolta, abbiamo fatto saltare il tavolo delle alleanze nel centrosinistra, dove i soliti alchimisti della politica stavano preparando ricette indigeste per il Paese. In ventiquatto ore, un Casini stizzito ed inferocito, si rende conto che con questa mossa gli abbiamo chiuso uno di questi forni con il quale voleva giocare e grida perché è rimasto con le dita chiuse dentro. Ora non gli riuscirà più il giochino delle alleanze ad assetto variabile, al solo scopo di far saltare il bipolarismo e di tornare all’orribile pratica delle alleanze fatte il giorno dopo del voto. Ora bisogna scegliere, o di qua o di là e confrontarsi sui progetti, sui programmi, sulle persone. Siamo noi, ora, il perno centrale dell’alleanza di centrosinistra insieme al Pd. Siamo noi, ora, che diamo le carte e decidiamo a che gioco giocare. Siamo noi, ora, a decidere, insieme al Pd, sui temi prioritari da porre all’alleanza: lavoro, scuola, università, ricerca, pari opportunità, diritti civili.Ci siamo smarcati dal ruolo di partito di sola protesta che ci volevano affibbiare. Intendiamoci, la protesta e l’opposizione di fronte ad un governo fascista e pidduista è una cosa importante ma ridurci a quello ci avrebbe condannato ad un’eterna irrilevanza politica. Questa è la direzione giusta: diventare un partito che incide nelle scelte future del Paese.C’è poi il capitolo De Luca. Non lo voglio nascondere. E’ stato per me e per molti di noi un boccone amaro ma vi posso garantire che non è il prezzo pagato sull’altare di questa svolta. Non è un metodo che si inaugura. E non lo dico per paura di perdere il consenso di quell’area movimentista che da sempre ci apprezza. Se il caso De Luca fosse l’inaugurazione di un metodo non perderemmo tanto il loro consenso ma qualcosa di ben più grave, la nostra stessa anima.Il caso De Luca è semplicemente una scelta unica ed irripetibile. E’ un atto di assunzione di responsabilità che un grande partito deve sapersi dare. Esaminiamo le cose con lucidità. Non c’è dubbio che se vi fosse stata la disponibilità di candidature di peso ed immacolate sul piano della legalità non solo le avremmo sostenute ma lo stesso Pd sarebbe stato costretto a convergere su di noi. Ma la verità è che questa candidature non c’erano. De Magistris per primo ha scelto, anche se per motivi rispettabili, di non metterci comunque la faccia. Ed altre candidature di un qualche spessore non sono emerse.A quel punto ci restavano due scelte. Potevamo restare fedeli, fino alle estreme conseguenze, alla nostra eburnea purezza e presentarci da soli con una candidatura di bandiera. Sicuramente come partito ci avremmo guadagnato e avremmo pure fatto un ottimo risultato. Ma avremmo anche avuto la certezza che questa scelta consegnava la Campania a quel Caldoro che altro non è che la faccia pulita di Cosentino. Avremmo avuto, in altre parole, le mani delle cosche sulla Campania. L’alternativa era solo una. Chiedere a De Luca quello che in Italia mai, prima di oggi, nessuna forza politica si era permessa di chiedere a nessun candidato. E cioè in caso di vittoria si sarebbe impegnato: -  a chiedere al tribunale una corsia preferenziale perché il suo processo sia trattato in pochi mesi;- a dimettersi in caso di condanna;- ad istituire un assessorato alla trasparenza;-  ad impegnarsi sin da ora ad eliminare quel mare di contratti, consulenze ed appalti, colalborazioni, e quant’altro ci si è inventati in questi anni in Campania per sperperare il denaro pubblico in un mare di interventi di tipo clientelare.A De Luca il riconoscimento di aver avuto il coraggio di venire davanti alla nostra assemblea per dichiarare di accettare tutti questi impegni, sia, ancor di più, di essersi rimesso, affrontandolo a viso aperto, al giudizio di un’assemblea congressuale di 4.000 persone.Noi non abbiamo assolto De Luca né lui ha avuto questa pretesa. Starà ai giudici stabilire se colpevole o innocente. Tanto per me quanto per i 4.000 delegati presenti a Roma, quello che è stato significativo è la consapevolezza che nelle azioni di De Luca nemmeno la magistratura ipotizza il tornaconto personale piuttosto che la collusione con poteri criminali. Ma semplicemente l’aver agito per difendere dei posti di lavoro. La magistratura stabilirà se per difendere questi posti di lavoro ha rispettato la legge ma se mi permettete c’è una bella differenza tra chi è accusato di aver rubato e chi di aver aiutato gli altri. In ogni caso, di fronte alla scelta finale tra il difendere la nostra purezza o di far tutti insieme argine di fronte alla camorra noi non abbiamo avuto dubbi.Sono consapevole che molti, anche tra i lettori di questo blog, non saranno d’accordo con questa scelta ma nessuno potrà dire che lo abbiamo fatto di nascosto secondo i vecchi riti della politica. E’ stata un’assunzione collettiva e pubblica di responsabilità di un intero partito e della sua classe dirigente.Credo che i nostri valori non ne escano indeboliti. Credo anche che la vicenda De Luca sarà una delle tante e dure prove del difficile e lungo percorso di crescita di IdV. Potevamo scegliere la strada facile e tutta in discesa del rigore intransigente ma che condanna all’irrilevanza e al settarismo. Oppure, optare per la seconda strada, irta di pericoli, con gradini incerti, scivolosa ma  da dove può iniziare tutta un’altra storia: essere protagonisti di una stagione di rinnovamento del Paese. Io ci credo davvero.

 


 

CONGRESSO: COSA MI E' PIACIUTO E COSA NO

dal blog dell' On. Antonio Borghesi


Ieri ho segnalato ciò che ho trovato positivo ed importante nel congresso nazionale che si è appena concluso. Nulla potrà modificare il mio giudizio sul fatto che questo congresso abbia rappresentato una svolta determinante per il futuro di Idv e della politica italiana. Ciò non toglie che il risultato avrebbe potuto essere ben superiore. Per questo motivo oggi voglio dire ciò che invece non mi è piaciuto.


  • L’elezione del Presidente del Congresso di norma è il primo atto di un congresso, scegliendolo tra personalità del partito non facenti parte di organi direttivi. E’ un modo per riaffermare una condizione di imparzialità nella conduzione dei lavori congressuali
  • L’elezione della Commissione congressuale, formata anche in questo caso da delegati autorevoli non presenti negli organi direttivi ed incaricata di deliberare su tutte le questioni, lamentele o ricorsi eventualmente proposti dai delegati e sulla gestione dei lavori congressuali. Si sarebbero evitati inutili conflitti di interesse.
  • La commedia Barbato: l’on. Barbato non aveva depositato una regolare mozione di candidatura a Presidente del partito in quanto non era riuscito a raccogliere le firme necessarie, come richiesto dal Regolamento congressuale. Perché esso è stato violato e Barbato è stato accreditato come ”sfidante“ di Di Pietro?. Non credo che ciò denoti maggiore democrazia: non ve ne era bisogno! La commedia si è trasformata in farsa quando Barbato è andato sul palco a dichiarare il ritiro della sua candidatura: ma quale, posto che essa era inesistente? 
  • I tempi degli interventi: qualcuno ha avuto a disposizione mezz’ora o più (come Pardi e Barbato), mentre molti altri sono stati costretti ad interventi di qualche minuto. Qualcuno, come Barbato, ha avuto addirittura il palco per due interventi. Si doveva (ed era compito della Commissione citata) definire per prima cosa il tempo complessivo a disposizione, suddividerlo, poi,  tra il numero degli interventi previsti, ed essere molto rigorosi nel togliere la parola all’esaurirsi del tempo disponibile
  • Mozioni: la loro presentazione era prevista dal regolamento congressuale. Perché violare il regolamento ed ammettere mozioni prive dei requisiti richiesti? E' un caso di democrazia solo apparente!
  • Ad un congresso tutte le mozioni devono essere votate! Sono convinto che il votarle avrebbe reso il partito più solido. Ed in particolare ciò vale per le mie mozioni sulla limitazione dei mandati parlamentari, sulle modifiche allo statuto e sulla elezione diretta da parte del congresso dei componenti dell’Ufficio di Presidenza del partito.
  • Donne: il mancato voto è stato anche dovuto al fatto che le regole del gioco sono state cambiate mentre il gioco era in corso e così, a differenza di quanto avvenuto per i giovani, è mancata la competizione e la partecipazione.

   



 


 


 





Dal Blog del Presidente...




Dal Sito Nazionale IDV...




News...




News dal Veneto...







 

PRIMO CONGRESSO NAZIONALE IDV (5-6-7 febbraio 2010)

 

Cari delegati,

ci siamo, mancano poche ore al nostro Congresso Nazionale, mancano poche ore alla presa d’atto di un partito in movimento che convince e coinvolge.

Un partito che vuole difendere l’Italia da una pericolosa deriva antidemocratica; è il nostro partito, è Italia dei Valori.

 

Siamo una realtà premiata dalla fiducia di oltre duemilioni e mezzo di cittadini.

Siamo una realtà con oltre centomila sostenitori.

Siamo una realtà che celebrerà il suo congresso con 3.700 delegati.

Siamo una realtà onesta che vuole essere voce dei più deboli

Siamo una realtà determinata a costruire una credibile alternativa di governo

 

Al congresso impegneremo tre giornate per confrontarci sul perché IDV, ascolteremo i territori, discuteremo sulle urgenze programmatiche, affronteremo il tema delle alleanze, costruiremo insieme una prospettiva politica.

 

Come vi è chiaro il sistema dei potenti ci è avverso, il palazzo mal ci sopporta, la comunicazione amplifica i nostri nei ma si guarda bene dal rendere merito alle nostre giuste battaglie.

Ciò che è in atto è lo smantellamento dei nostri principi costituzionali.

 

Italia dei Valori è determinata e insieme a Voi, insieme alle persone oneste, saprà affermare il valore della verità!

 

Il nostro congresso vedrà la grande partecipazione di uomini, donne e giovani di valore, godrà di numerosi contributi programmatici, rafforzerà il partito attraverso l'elezione dei responsabili donne e giovani; dirà se la passione con cui Antonio Di Pietro ha costruito – insieme a tutti noi – Italia dei Valori, deve continuare, ancor più determinata, nel confermato ruolo di presidente.

 

In allegato il pdf della sua mozione. 

 

Libertà è partecipazione, partecipazione è democrazia … ci vediamo a Roma

 

Con stima e affetto

On. Ivan Rota

(Responsabile Nazionale Organizzazione)



 

 

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