[News: 26 agosto 10]

 

Nuovi comunicati in Comunicati Stampa .

Il progetto del MIUR per la scuola italiana, in Opinioni.

Attivo il nuovo sito del Gruppo Consiliare Regionale IDV:

vai su www.gruppoidvregioneveneto.it

 

 

Si informano iscritti e simpatizzanti che la Segreteria Regionale rimarrà chiusa per ferie fino al 30 agosto.

 

 

COSTRUIAMO UN NUOVO CENTRO SINISTRA

dal blog dell' On. Massimo Donadi


Mobilitiamoci per la Costituzione. Accogliamo l'appello di Art.21 per una grande mobilitazione nazionale unitaria, di tutte le forze associative, politiche, culturali che al di là di qualsiasi logica di schieramento, abbiano davvero a cuore la legalità repubblicana e non vogliono vedere imbavagliata anche la Carta Costituzionale. L'Italia dei Valori aderisce, sapendo che c'è una distinzione netta tra il partecipare ad una manifestazione per la difesa della Costituzione e fare, invece, un'alleanza di governo con la destra. Perché la difesa della Costituzione è un impegno civile prima che politico, indipendente dalla logica degli schieramenti. E perché ce n'è bisogno. La polemica sollevata dall'editoriale di Famiglia Cristiana, solo per citare l'ultimo caso, è rivelatrice. Il settimanale catolico attacca apertamente il berlusconismo, la logica dell'annientamento dell'avverario e il tentativo di fare carta straccia della Costituzione. Aderiamo dunque, sapendo però, che non è solo con le manifestazioni che si manda a casa Berlusconi e, soprattutto, si vincono le elezioni. Da mesi, da prima che la crisi Fini-Berlusconi fosse conclamata, ripeto che il centrosinistra deve lavorare subito ad una nuova coalizione per preparare l'alternativa di governo. In questo momento c'è una grande confusione politica, che parte dalla spaccatura nel governo. Cade, non cade, quando cade, come cade, si va ad elezioni o no? Domande cui tuttora è impossibile dare una risposta. Certo è che il centrosinistra non può farsi cogliere impreparato. Sarebbe un errore enorme soprattutto perché abbiamo delle responsabilità nei confronti del Paese. La politica non è solo confronto e scontro dialettico, la politica è costruire la società nell'interesse dei cittadini. L'Italia soffre una crisi economica pesante, ma anche poltica, sociale e culturale. Se le forze del ceontrosinistra non si facessero trovare pronte con un programma serio e concreto per rilanciare il Paese verrebbero meno al loro compito. L'asse di questa nuova alleanza, a mio avviso, dovrebbe essere costituito da Italia dei Valori, Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà. Alla base dovrebbe esserci un progetto per il rilancio economico e la rinascita civile e culturale dell'Italia. Un piano ambizioso che dovrebbe coinvolgere le menti migliori del nostro Paese. le risorse della società civile, le energie dei giovani. Per realizzare questo progetto è iportante partire subito, già a settembre, e non aspettare di lasciarsi trascinare dagli eventi.

 


 

CAMPANE A MORTO PER LE TV LOCALI

dal blog dell' On. Antonio Borghesi


L’Autorità garante per le comunicazioni ha reso pubblica l’11 agosto una delibera assunta in giugno con la quale fissa i criteri per l’assegnazione degli LCN, cioè in pratica il numero che dovrà essere digitato sul telecomando per vedere l’emittente. 

Come denuncia il CRTL (Comitato per le Tv Locali) tutto gioca a favore dei grandi operatori (già esistenti) e solo 10 (dieci!) saranno le emittenti locali che sopravvivranno per ogni area tecnica italiana. Tutte le altre naufragheranno inesorabilmente nell’oceano di 1000 numerazioni, con probabilità di sintonizzazione da parte dell’utente affidate al caso.

In pratica se nella vostra provincia oggi siete abituati a trovare le televisioni locali immediatamente a ridosso dei circuiti nazionali, in futuro non sarà più così. Solo alcune di esse manterranno la posizione: per le altre vi saranno numeri oltre il 70 ed è facile prevedere che la gran massa dei telespettatori non le guarderà più. Si capisce allora come mai una tale delibera sia stata resa nota in agosto quando tutti sono in vacanza.

C’è da chiedersi come abbia potuto l’Autorità dello Stato garante delle comunicazioni non vedere che stava assecondando un maldestro, quanto purtroppo efficace, tentativo dei grandi operatori televisivi di cancellare con un colpo di spugna trent’anni di presintonizzazione delle tv locali?

Come ha potuto AGCOM far finta di niente mentre i grandi gruppi scalzavano le emittenti minori dalle posizioni faticosamente acquisite con la costante relazione col loro territorio, consentendo che gli ultimi arrivati (compresi quelli che hanno contenuti di televendite 24 ore al giorno ) precedessero sul telecomando imprese locali di indubbia storicità, forzando le abitudini dei telespettatori?

Poiché in questi anni di controllo dell’informazione da parte del duopolio Rai-Mediaset le emittenti locali sono quelle che hanno garantito la libertà d’informazione è evidente che il nuovo sistema favorirà una ulteriore limitazione di tale  diritto  ed una ancor più accentuata uniformazione dei messaggi televisivi. In pratica l’Autorità per la Comunicazione ha avvallato le proposte della DGTVi (Associazione Italiana per lo Sviluppo della televisione digitale terrestre), che, guarda caso, ha fra i suoi soci principali Rai e Mediaset. Del tutto disattese invece le proposte concertate tra il CRTL (Comitato per le TV Locali) e 17 associazioni dei consumatori.

 

 

 

IL DECRETO SALVA MONDADORI

dal blog dell' On. Antonio Di Pietro


La Mondadori è una casa editrice ottenuta da Berlusconi corrompendo ai tempi giudici ed avvocati (Previti, Metta, Pacifico, Acampora). E’ scritto nella sentenza della Cassazione del luglio 2007. Oltre vent’anni di appropriazione indebita del più grosso Gruppo Editoriale italiano. 

Nonostante Andreotti abbia a suo tempo costretto Fininvest a restituire parte delle aziende del Gruppo (La Repubblica, l’Espresso e alcuni giornali locali) alla Cir di De Benedetti, la Mondadori rimane oggi nelle mani di Silvio Berlusconi che però deve pagare per il furto un indennizzo alla stessa Cir di 750 milioni di euro.

Non solo, la stessa azienda deve al fisco 350 milioni di euro. In questi giorni, sui giornali, si legge che la Mondadori potrà liquidare la maxi-multa per evasione con appena 8,6 milioni grazie ad un decreto ad aziendam (numero 40), approvato dal governo il 25 marzo e convertito in legge il 22 maggio.

I fatti appena citati sono incontrovertibili e non possono essere ignorati da chi scrive libri per la casa editrice. Gli autori della Mondadori ricevono compensi e stipulano accordi con una società posseduta da un corruttore, che utilizza le leggi per raggirare lo Stato e ledere la concorrenza. Ignorare questo dettaglio significa promuovere il concetto secondo il quale i compensi con cui Mondadori remunera i suoi autori sono largamente superiori al danno etico che il conflitto di interessi produce sulla loro pelle. Ciò non toglie che nella società ci lavorino persone di qualità ed oneste e che ”tengono famiglia“, come alcuni autori sostengono. Questo schema opportunistico, tipicamente italiano, ci ha condotti allo stallo dei valori democratici ed etici che oggi questo governo rappresenta.

Gli autori che pubblicano con Mondadori fanno una scelta, oltre che editoriale, anche sociale.  Il fatto che Berlusconi legiferi per la Mondadori e la Mondadori si serva delle sue leggi per evitare i versamenti d'imposta con cui lo Stato eroga anche i servizi al cittadino non può passare in cavalleria con lo slogan ”business is business“.

Il fatto che la Mondadori sia stata acquisita con metodi illegali (la corruzione), e quindi abusivamente posseduta, rende paradossali alcune pubblicazioni di autori che affrontano temi importanti quali la legalità, la lotta alla criminalità, l’ambiente. Su questo aspetto invito Roberto Saviano, che stimo per il suo impegno contro la criminalità organizzata, a valutare (se non lo ha già fatto) case editrici alternative per la pubblicazione del suo prossimo libro.

Il fatto che la Mondadori, grazie al Presidente del Consiglio e proprietario, possa trarre vantaggi fiscali, e dunque competitivi, sul mercato a scapito della libera concorrenza e delle altre case editrici, non può essere ignorato da chi scrive e da chi legge.

Invito gli autori, dunque, a valutare bene quale sia la merce di scambio quando decidono di pubblicare con la Mondadori. Sappiano che in gioco non ci sono solo le copie vendute e le royalty retrocesse ma ben altri valori non commerciabili. Stesso invito rivolgo ai lettori nell’acquistare.

Dopo tutto, lo stesso Presidente del Consiglio invitò gli industriali a non fare pubblicità sui giornali che, a suo avviso, ”mentivano“ ostacolando la propaganda di governo. Con una visione dei valori agli antipodi dalla sua, in questo caso ritengo sia giusto chiedere agli autori di non pubblicare con Mondadori e ai lettori di orientarsi verso l’acquisto di libri ”etico-compatibili“.

 



Siamo ad agosto ed eccoci ad interrogarci sulla situazione politica che, lo vogliamo o no, segna la vita del Paese e di tutti noi. La situazione è preoccupante, sia sul piano istituzionale che sociale che economico.

 

Per questo dobbiamo anticipare i tempi e ritrovarci il 17-18-19 settembre a Vasto, l’appuntamento ormai diventato tradizione per il nostro partito.

 

 

Italia dei Valori vuole proporre un’alternativa alla politica attuale, e per fare questo si presenta con idee pulite, che sappiamo essere abbastanza forti e vogliamo proporre a tutti. Il momento è cruciale: i nodi stanno venendo al pettine, abbiamo un PDL alla resa dei conti interna che evidenzia la fine del "partito dell'amore", c'è una Lega insofferente e consapevole delle difficoltà a incassare il tanto promesso "federalismo", assistiamo al solito teatrino "ondivago" dei c.d. centristi (Casini, Fini, Rutelli…), registriamo le difficoltà di un PD che non è in grado di tracciare una rotta per uscire dalle "secche del berlusconismo".

 

E in tutto questo il Paese soffre di una crisi economica da cui non siamo ancora usciti, le ferie d’agosto sono rimaste per molti un ricordo o un sogno, la disoccupazione e la precarietà affliggono il mondo del lavoro, la tutela dell’ambiente, della cultura e dell’istruzione non sono mai state così a rischio.

 

Per discutere di tutto ciò, organizzeremo incontri, seminari, tavole rotonde, sui temi che l’attualità italiana mette sul piatto. Interverranno, come consuetudine, non solo gli esponenti del nostro partito, ma anche di altri gruppi politici, della società civile, del mondo dell’informazione. Sarà una grande festa della democrazia partecipata e partecipativa, in cui tutte le idee potranno essere espresse ed ascoltate.

 

Vi aspetto, vi aspettiamo tutti a Vasto a settembre. Vasto 2010: idee pulite, la sfida dell’Italia dei Valori.


 







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